…molti anni dopo, a New York, incontrai una donna di Taiwan. Mi disse che i taiwanesi, a causa di una particolare conformazione della lingua, non riuscivano, per la maggior parte, a parlare un inglese comprensibile. In effetti, capii che questo era quel che aveva detto quando la persona al suo fianco me lo "tradusse". Lei era una ricercatrice scientifica, si occupava dei sogni, con un approccio biologico. Un giorno aveva tenuto una conferenza alla Columbia University. C'erano docenti e studenti. Quando aveva cominciato a parlare si era accorta che molti di loro si erano infilate le cuffie, aspettandosi la traduzione simultanea da qualche lingua straniera: ma stava parlando inglese. Lei continuava e quelli smanettavano, imprecando. Poi alcuni avevano rinunciato ed erano usciti dalla sala. Altri si appisolavano. Qualcuno mandava messaggi con il cellulare. Un solo uomo la seguiva e prendeva appunti su un enorme quaderno rosso. Lei aveva le lacrime alla frontiera degli occhi, ma le fermò per quell'uomo che prendeva appunti. Continuò a parlare soltanto per lui. Alla fine del suo intervento, quando chiese se ci fossero domande, lui alzò la mano e ne fece una, rivelando un diverso approccio alla materia. La successiva domanda, fatta nel giardino dell'Università, fu se accettava di andare a cena con lui. Tre mesi più tardi si sposarono: lui era la persona ora al suo fianco. Era americano, l'unico in tutta l'America che la capisse. L'amore, pensai scioccamente, fa il miracolo della comprensione.

PAUSA AUTO-PUBBLICITARIA: da Romanzo sofferto, pag. 522, Feltrinelli, settembre 2003

Poi la taiwanese mi disse un'altra cosa, che lui "tradusse". E la cosa era che, dopo il matrimonio, si era messa a sistemare i loro libri nella nuova casa e, facendolo, aveva ritrovato l'enorme quaderno rosso su cui gli aveva visto prendere appunti pochi mesi prima, alla conferenza. Lo aveva aperto con delicatezza alle pagine di quel giorno e aveva scoperto che erano piene di scarabocchi, disegni senza senso e, più volte ripetuta, la scritta: "She's a dream". Aveva richiuso, capito che l'avrebbe amato per questo e per molto tempo, perché l'amore non vive di miracoli, ma della scelta di provare a comprendersi, anche quando non ci si capisce una mazza…
Gabriele Romagnoli

Gabriele Romagnoli

Gabriele Romagnoli (Bologna, 1960) è giornalista e scrittore. Fra le sue opere: Navi in bottiglia (Mondadori, 1993), Louisiana blues (Feltrinelli, 2001), L’artista (Feltrinelli, 2004), Non ci sono santi (Mondadori, 2006), Un tuffo nella luce (Mondadori, 2010), Domanda di grazia (Mondadori, 2014) e Solo bagaglio a mano (Feltrinelli, 2015), Coraggio! (Feltrinelli, 2016) e Senza fine. La meraviglia dell'ultimo amore (2018).

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