Il mio dentista e coetaneo Palmiro è stato un pioniere della computerizzazione dell’odontoiatria. Tutt’oggi mantiene una posizione d’avanguardia, e siccome ho ancora in bocca qualcuno dei denti di mia originale dotazione, posso io stesso confermare che dall’informatica anche la scienza dentaria trae notevoli benefici. Come solo raramente accade, Palmiro associa lodevolmente allo zelo professionale la passione ludica, e l’allegro, costante ottimismo che ne deriva è di gran conforto alla sua clientela vessata da deprimenti ascessi e piorree. Palmiro mi ha iniziato ai giochi di simulazione aerea nell’angoscioso ambito del sua poltrona ciberodontoiatrica. Ho imparato a volare con l’inebriate effetto di un anestetico euforizzante.
Palmiro è molto legato al passato, dunque predilige il volo ad elica, ed in particolare adora i teatri di volo bellico. Il mese scorso ha lasciato ad agonizzare nell’anticamera quattro otturandi, mi ha caricato sulla Vespa, e mi ha portato a casa sua per gratificarmi della preview di European Air War (intesa come la seconda guerra e non l’ultima) nella magnificenza del nuovo acceleratore grafico Wodoo 3000. E. A. W. simula azioni aeree dall’inizio alla fine del conflitto in ogni parte d’Europa e, come tutti i giochi consentono e nessun stato permette, lascia decidere il giocatore da che parte schierarsi. Palmiro usa questa opzione di libertà in modo assai spregiudicato. Sono settimane, ad esempio, che è impegnato in quello che lui ritiene un atto di giustizia: cerca disperatamente di impedire il bombardamento della città di Dresda costato più di duecentomila vittime civili. Pilota con grande coraggio un Messerschmitt ME 262, l’ultimo orgoglio della Luftwaffe, e assieme a una squadriglia di disperati si avventa sulle ondate di fortezze volanti cercando di tenerle lontane dalla città. Invano; per il momento invano.
Palmiro, il nome stesso lo aiuta, non è nazista. A bordo del suo Messerschmitt lo diventa? È lecito a Palmiro stare dalla parte sbagliata per salvare duecentomila civili? È lecito ad un gioco assegnare una libertà che nessuno oserebbe altrimenti prendersi? A questo pensavo mentre assistevo in orgasmo alle sue evoluzioni in coda a un Liberator. Mentre il giovane figlio nella sua cameretta si preparava alla maturità e i pazienti gemevano in attesa.
Maurizio Maggiani

Maurizio Maggiani

Maurizio Maggiani (Castelnuovo Magra, La Spezia, 1951) con Feltrinelli ha pubblicato: Vi ho già tutti sognato una volta (1990), Felice alla guerra (1992), màuri màuri (1989, e poi 1996), Il coraggio del pettirosso (1995; premi Viareggio Rèpaci e Campiello 1995), La regina disadorna (1998; premi Alassio e Stresa per la Narrativa 1999), È stata una vertigine (2002; premio letterario Scrivere per amore 2003), Il viaggiatore notturno (2005; premi Ernest Hemingway, Parco della Maiella e Strega), Mi sono perso a Genova. Una guida (2007), il cd con libro Storia della meraviglia. 12 canzoni e 3 monologhi (con Gian Piero Alloisio; 2008), Meccanica celeste (2010), I figli della Repubblica. Un’invettiva (2014), Il Romanzo della Nazione (2015; Premio Elsa Morante 2015; Premio Anthia 2016), La zecca e la rosa (2016), L’amore (2018) e, nella collana digitale Zoom, Zafferano (2011).

 

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