Per Sergio Buonadonna. Personale Ecco le trenasei righe, Sergio. Penso che vadano bene, ma preferirei una tua conferma. CIAO da Maurizio Maggiani Non so quanti anni abbia Inge Feltrinelli, ma so che quando la incontro vedo una ragazza. E so ancora distinguere bene una ragazza da qualsiasi altra cosa animata dell’universo. Ho visto spesso una ragazza tutta ricci che se la rideva con gli occhi, con i denti e con le mani, e con le rughe persino, come se fosse nata proprio allora a una nuova gioiosa impresa della vita, tutta sorprese, tutta speranze, tutta futuro. E altrettanto spesso ho visto una ragazza occhi di ferro e labbra strette e stridore di sillabe in guerra, che si scagliava con tremendo furore avverso agli intristitori di imprese, di speranze e di futuro, come se avesse avuto forza bastante a farli fuori tutti quanti in quel momento. Con quella ragazza certe sere di festa ho ballato, bevuto e ancora ballato, finché la sua possente ballerinità non mi ha sfiancato, consegnandomi alla malinconica considerazione di avere ormai più chances come romanziere che come cavaliere; e questo è molto triste per me. Ma con quella ragazza ho anche intrapreso un viaggio nell’industria della letteratura senza mai sentirmi perduto o sconfitto. Da me stesso, innanzitutto; ed è quasi un miracolo.Ecco, sarà bene ricordare questo a quanti l’hanno vista sui rotocalchi o nella televisione senza aver mai aperto un libro, men che mai uno di quelli che portano il suo nome. Quella ragazza è un editore, stampa libri. Lo fa da più di trent’anni. Lo ha fatto assieme al suo compagno e poi, quando è rimasta sola, da sola. Sola –penso di saperlo immaginare quanto abbia potuto esserlo e con quanto orgoglio e fierezza- quando se li doveva andare a vendere lei i suoi libri, i suoi autori; nel lungo tempo che il nome Feltrinelli è stato il diavolo nell’acquasantiera della cultura di questo paese. Lo ha fatto con coraggio e sincera follia di ragazza che sa che, nonostante tutto quel che può accadere, la storia è appena cominciata. Lo fa allo stesso modo ora -tempi diversi, abbastanza diversi- che i suoi libri sono il vanto delle migliori vetrine. Libri che hanno vinto battaglie di pensiero nel corso di anni che sono stati duri come guerre. Quante ne ha combattute lei per essere qui, ora, viva?Sarà bene ricordare ai genovesi che le fanno festa che quella ragazza è una incontenibile forza eversiva che neppure le grandi pompe ufficiali sono in grado di placare. E se, come spero, i festeggiamenti comprenderanno un gran ballo, ci provi qualche valente cavaliere a resisterle quanto basta per dirle con la dovuta cautela che nel ballo –solo nel ballo naturalmente- porta uno solo e porta l’uomo.
Maurizio Maggiani

Maurizio Maggiani

Maurizio Maggiani (Castelnuovo Magra, La Spezia, 1951) con Feltrinelli ha pubblicato: Vi ho già tutti sognato una volta (1990), Felice alla guerra (1992), màuri màuri (1989, e poi 1996), Il coraggio del pettirosso (1995; premi Viareggio Rèpaci e Campiello 1995), La regina disadorna (1998; premi Alassio e Stresa per la Narrativa 1999), È stata una vertigine (2002; premio letterario Scrivere per amore 2003), Il viaggiatore notturno (2005; premi Ernest Hemingway, Parco della Maiella e Strega), Mi sono perso a Genova. Una guida (2007), il cd con libro Storia della meraviglia. 12 canzoni e 3 monologhi (con Gian Piero Alloisio; 2008), Meccanica celeste (2010), I figli della Repubblica. Un’invettiva (2014), Il Romanzo della Nazione (2015; Premio Elsa Morante 2015; Premio Anthia 2016), La zecca e la rosa (2016), L’amore (2018) e, nella collana digitale Zoom, Zafferano (2011).

 

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