Nintendo: la più amata dai papà d’Italia. Non che loro ci trovino il minimo gusto, ma è certificata oltre ogni ragionevole dubbio la sua posizione di benigna consolle. Adatta, sorvegliata, estranea al trucido, è la mediazione più alta tra la preoccupazione dell’adulto avvertito e gli insopprimibili eccitanti cattivi esempi della Play. Molto politicamente corretta, la Nintendo lo è tanto nella sostanza che nell’immagine. La pubblicità della sua rivista ufficiale mostra la faccina pastellosa di un bambino disegnato da un bambino; un tratto molto bello e di gran gusto di un adulto assai capace e un graphic computer. Dice la pubblicità: E ricordatevi che ufficiale non significa che non sia divertente. Ah, risponde il faccino. Intelligente, educativo, incoraggiante, è lo slogan con cui potrebbe –o dovrebbe- presentarsi alle nuove generazioni la Gazzetta Ufficiale dello Stato. O il Gabinetto del primo ministro. Già, il ritratto del primo ministro disegnato a pastelli digitali e il fumetto che dice: E ricordate che ufficiale non……. Ah, risponderebbero soddisfatti i figli dei papà che hanno comprato la Nintendo salva-coscienza. Io tra questi. Nella speranza che la Valentina un giorno non vada a rubare per prendersi una Play e giocarci in qualche buia sporca cantina a Carmagheddon con qualche coetaneo malintenzionato. Nella speranza che quello che certamente accadrà per qualche miracolo possa non accadere. Comunque per i minori a casa mia libero accesso alla Nintendo e nisba Play. Libero accesso alle avventure di Mario, il simpaticone. Che, unico tra i milioni di personaggi virtuali, ha l’età di un padre, le sue fattezze medie, le sue carine goffaggini. In quante belle avventure si avventura il vostro papà, bimbi. E questo è il prezioso di più educativo che ci manda in visibilio, noi colleghi del Mario. L’unica cosa che mi scoccia è che Mario faccia l’idraulico. Non è educativo che i minori si facciano una passione per gli idraulici. Che non hanno sentimenti, né pietà alcuna. Che ficcano le mani dentro i cessi e non tirano fuori mica lucertoloni, ma fogli e fogli e fogli da centomila che poi non mi trovo più nel portafoglio. E bravo, Mario.
Maurizio Maggiani

Maurizio Maggiani

Maurizio Maggiani (Castelnuovo Magra, La Spezia, 1951) con Feltrinelli ha pubblicato: Vi ho già tutti sognato una volta (1990), Felice alla guerra (1992), màuri màuri (1989, e poi 1996), Il coraggio del pettirosso (1995; premi Viareggio Rèpaci e Campiello 1995), La regina disadorna (1998; premi Alassio e Stresa per la Narrativa 1999), È stata una vertigine (2002; premio letterario Scrivere per amore 2003), Il viaggiatore notturno (2005; premi Ernest Hemingway, Parco della Maiella e Strega), Mi sono perso a Genova. Una guida (2007), il cd con libro Storia della meraviglia. 12 canzoni e 3 monologhi (con Gian Piero Alloisio; 2008), Meccanica celeste (2010), I figli della Repubblica. Un’invettiva (2014), Il Romanzo della Nazione (2015; Premio Elsa Morante 2015; Premio Anthia 2016), La zecca e la rosa (2016), L’amore (2018) e, nella collana digitale Zoom, Zafferano (2011).

 

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