A Beirut hanno aperto un "Buddha Bar" e un "Fashion Bar", ma noi continuiamo andare al "Music Hall", un night ricavato dentro un cinema: velluto rosso e tavoli neri. Il gestore, Michel Elefteriedes scrive poesie, si proclama zingaro e comunista. Papà gli ha consentito tutto questo. Ma non conta. Conta che lui ha messo insieme un caravanserraglio spettacolare, dalle 24 alle 3.
Il migliore è Tony Hanna, accompagnato da una band gitana che ha suonato con e per Kusturica. Il tipo è di quelli: panama, baffi a manubrio e bastone col pomello argentato. Età, non registrata, intorno ai 70. Nato tra le montagne del Libano, in un villaggio dove ancora ci si sposta con i muli. Emigrato nel '73: cinque anni a Londra, 15 a Detroit. Un re sui palchi nei casinò di a Las Vegas. "Vestivo dal sarto che fu di Elvis". "Cambiavo più spesso le auto dei calzini". "Ho fatto un mare di soldi, speso un oceano di soldi, dopo che ero passato io parcheggiatori e mendicanti andavano in vacanza". "Ho assicurato i miei baffi per tre milioni di dollari" . "Quando ballavo le donne urlavano".
Una mattina, dopo uno spettacolo a Vegas, ha fatto i bagagli. Detto "Khallas!", che vuol dire basta e mai spiegato perché. E' tornato al suo villaggio, si è chiuso nella casa degli avi, trasformata in monastero e fortezza con la moglie americana, tre figli, la sorella zitella, un esercito di galline e una Cadillac dorata che nessuno ha mai osato rubare. Ha bandito radio, tv ed energia elettrica. "La cosiddetta civiltà moderna mi sembra falsa". Quando Michel gli fece vedere il video della Gipsy Band disse: "Questi mi sembrano veri" e accettò di esibirsi con loro. Firmò in bianco. Si diverte.
Ogni volta che lo vedo, forever young e padrone di sé, mi ricordo di Kurt Cobain quando, la sera prima di andarsene, chiese agli altri Nirvana: "Ma voi vi state ancora divertendo?". Quello che non capì mai è che il solo modo di dire "Khallas!" è inventarsi un'altra vita.
Gabriele Romagnoli

Gabriele Romagnoli

Gabriele Romagnoli (Bologna, 1960) è giornalista e scrittore. Fra le sue opere: Navi in bottiglia (Mondadori, 1993), Louisiana blues (Feltrinelli, 2001), L’artista (Feltrinelli, 2004), Non ci sono santi (Mondadori, 2006), Un tuffo nella luce (Mondadori, 2010), Domanda di grazia (Mondadori, 2014) e Solo bagaglio a mano (Feltrinelli, 2015), Coraggio! (Feltrinelli, 2016) e Senza fine. La meraviglia dell'ultimo amore (2018).

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