Alle dieci del mattino la ragazza spedita dal Brenner's Park Hotel all'edicola specializzata rientra pedalando sudata. Nel cestino della bicicletta tiene una pila di tabloid. Sono per le ospiti più famose dell'albergo. I giornali le chiamano le wags (wives and girlfriends), tradotto "mogliose" (fidanzate e morose) dei calciatori inglesi. Hanno titoli a tutta pagina: "Le mogliose battono il nuovo record di shopping", "Le mogliose nuotano nell'alcol", "Le mogliose fanno le 4 ballando sui tavoli".
I mattoni di carta cadono davanti alle porte delle camere. Li ritirano donne ancora struccate, stanche della parte. È un altro giorno, ragazze: c'è un record da battere prima della partita serale, stanotte bisognerà fare le cinque e scoprire che cosa genera più disprezzo dello champagne rosè. Scostano le tendine e, al bivacco sulle aiuole, vedono, vedono Nick, Paul e gli altri, cecchini con il teleobiettivo. Forza, bisogna rendersi perfette, infilarsi tutte negli short, mettersi a tracolla la borsa bianca.
Per strada tutte le ragazze di Baden Baden vestono già così e pazienza se la loro non è una Fendi B da 3000 euro, ma un parallelepipedo di "scai". Le mogliose sono lo scandalo prefabbricato del Mondiale 2006. Alla fine diventa chiaro che sono tutte sorelle di Jessica Rabbit: non è colpa loro, le hanno disegnate così. Ma prima bisogna andare a conoscerle, per quanto possibile, entrando nella loro tana dorée.
Fuori, i ragazzi dei tabloid hanno facce distrutte, i cannoni da ripresa adagiati tra i fiori. Appena vedono una donna nella hall scattano in piedi, ma è un interesse per conto terzi. "Dovevamo seguire gli hooligans - spiega uno di loro - ma quelli non sono venuti e i nostri capi hanno deciso di sostituirli con queste qua. Se vuoi che ti dica la mia, preferivo gli hooligans, ma poi chi se ne frega, uno dà quel che gli chiedono". E quel che da loro vogliono sono le immagini del branco, possibilmente guidato da Victoria Beckham. Le hanno seguite mentre spendevano 6000 euro in un'ora in scarpe da Gero Mure e Monica Scholz. Frau Scholz ne parla in termini sportivi: "La Rooney aveva una grande energia, ha scelto Gucci, Dior, due Dolce & Gabbana ed è andata alla cassa, in dieci minuti, immarcabile. Le dirò, qui è passato Clinton, ma non ha fatto lo stesso effetto, neppure a me". A commento della prestazione la stampa ha titolato: "È solo un allenamento". E allora, per stare all'altezza delle aspettative, ieri sono uscite in sei (la Rooney, la Owen, le due Cole, la Carrick e la Neville) e si sono giocate quasi 90 mila euro.
Neppure Dostojevski, quando venne qui a trarre ispirazione per "Il giocatore", vide un simile sprezzo del denaro. Che però è loro. E se le aziende le pagano milioni per fare le testimonial solo perché sono le donne di un pedatore, hanno poi il diritto di restituire il bottino pagandosi champagne da 247 euro da Medici o al night Maxim, riempiendo dozzine di sporte (anche quelle bianche) da H&M e perfino cercando di soffocare la molesta figliolanza con gli hamburger di Mc Donald's.
Victoria Beckham ci ha pure provato a fare la modesta, quando si è messa in testa di cucire personalmente la bandiera rossocrociata sui vestiti delle altre. È andata in merceria a cercare il nastro rosso. "Io mi sono offerta di cucirglielo - spiega la titolare - ma lei ha insistito che voleva fare da sola. Chissà che cosa ha combinato". Il gesto di umiltà non è bastato. I giornali tedeschi attaccano le mogliose con battute da Bagaglino: "Come distingui un'inglese da una tedesca? L'inglese spende in dieci minuti quel che la tedesca spende in metà della vita". Toccano il fondo con frasi come: "La madre di Beckham ha un sorriso da contadina". Dalla patria arrivano attacchi più sterili di quello della squadra. Per tutti l'ex campione Bobby Charlton: "I nostri calciatori vanno a una guerra e chi combatte non deve pensare a moglie e figli, sarebbe meglio dir loro addio prima di partire". Allora, chi è che esagera qui?
Andiamole almeno a vedere da vicino, queste scandalose guerriere della notte, adesso che è giorno e fra poco i loro uomini partiranno per giocare, non combattere, con gli svedesi. Stanno sparse nel parco intorno all'albergo, inseguono bambini che le dribblano scappando via. Chiedono e firmano conti sproporzionati, che i ragazzi dei tabloid si fanno passare dai camerieri in cambio di mance, per poi scrivere che Cheryl Cole ha mangiato pesce e bevuto diet coke, pagando 37 euro e lasciandone 3 per arrotondare.
Accanto al mio tavolo pranza Emma Hadfield, fidanzata di Gary Neville, insieme con sua madre e la mamma di Beckham. Emma è una donna bellissima e insicura. A fine pasto lavora nervosamente con lo stecchino per non macchiare il sorriso in caso di flash improvviso. E ha questo tic: ogni dieci secondi bagna le tre dita centrali della mano con la lingua e le passa sui capelli sopra l'orecchio sinistro, perché non uno vada fuori posto. Sua madre quando si rialza riabbottona i pantaloni. Sorpresa nell'atto, si giustifica con un sorriso, mentre la figlia si guarda intorno per essere sicura che nessuno abbia fotografato la scena. Rimasta sola, mamma Beckham inforca un paio d'occhiali, apre le sporte della spesa e tira fuori parte di quello che i giornali chiamano "il sacco di Baden Baden". Da una scatola lucida estrae con gesti amorevoli un paio di scarpe bianche, tacco basso, con un fiorazzo celeste sulla punta. Era questo il bottino? Erano queste le barbare che hanno profanato la città dove passò le acque la vera regina Vittoria?
Gabriele Romagnoli

Gabriele Romagnoli

Gabriele Romagnoli (Bologna, 1960) è giornalista e scrittore. Fra le sue opere: Navi in bottiglia (Mondadori, 1993), Louisiana blues (Feltrinelli, 2001), L’artista (Feltrinelli, 2004), Non ci sono santi (Mondadori, 2006), Un tuffo nella luce (Mondadori, 2010), Domanda di grazia (Mondadori, 2014) e Solo bagaglio a mano (Feltrinelli, 2015), Coraggio! (Feltrinelli, 2016) e Senza fine. La meraviglia dell'ultimo amore (2018).

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