Caro Maggiani,
ti scrivo perchè mi sento un pesce fuor d'acqua. Ho quasi 30 anni e delle amiche che non riconosco: tutte impegnate a ricoprire ruoli seri non hanno più il tempo neanche per un caffé insieme... Ci conosciamo da una vita, fino a due anni fa uscivamo, andavamo in pizzeria, in discoteca, trovavamo il tempo per le chiacchiere, per le risate, per parlare dei problemi e dei rispettivi amori. Poi le cose sono cambiate, hanno cominciato a parlare di matrimonio, di casa, di figli e non escono più se non con il proprio partner. Hanno perso l'interesse non solo per le uscite, considerate ormai ricordi di giovent?, ma anche per lo stare insieme, per il raccontarsi. I problemi di cuore sembrano non esserci più e non ci si vede neanche per i compleanni che loro ovviamente non festeggiano..... Io ho ancora tanta voglia di divertirmi e vorrei farlo con loro. Non credo di non essere cresciuta né di non essere soddisfatta, ho cominciato a uscire a 15 anni, ho viaggiato, ho una bella storia d'amore, un lavoro e faccio progetti per il futuro ma allo stesso tempo mi mancano queste cose. E' vero che posso uscire con altre persone e lo faccio ma mi manca quella complicità e quell'affetto che lega chi si conosce da tempo e ha condiviso tante cose. Mi chiedo: sono forse i 30 anni? E'la paura di invecchiare che porta delle giovani donne a desiderare solo finte certezze e a disinteressarsi di tutto il resto?
Nina

Risposta a Nina
Forse Nina non è la paura di invecchiare, a meno che non sia questa solo una sottostazione della ‟grande” paura, quella di vivere. A un certo punto viene, arriva puntuale nelle età dei grandi passaggi, e miete vittime a milioni. Al pari di te le tue amiche sono entrate nell’età adulta, differentemente da te hanno cercato per prima cosa un riparo, quelle che tu chiami le false certezze e che in realtà sono un ottimo fortino dentro cui asseragliarsi ed aspettare che l’assedio della vita si allenti un poco. L’alternativa è vivere da adulti con la stessa spassionata curiosità, libertà d’animo e sconsideratezza con cui si è vissuta la prima giovinezza; un’impresa che pretende una dedizione che non tutti hanno voglia di sobbarcarsi. È già assai difficile per molti, molte, capire come si possa essere nello stesso tempo responsabili e sconsiderati, liberi e legati, attenti e curiosi. Passerà qualche anno e dio sa se le tue amiche sentiranno le ristrettezze della loro scelta ‟difensiva”, e allora saranno guai, a volte guai seri; ma al momento tutto quello che vedono è il conforto che ne deriva. Tu evidentemente hai scelto diversamente e non hai che due alternative: aspettare una decina d’anni che le tue vecchie amiche ti supplichino di fer rivivere loro le antiche abbrezze, o ti scegli nuove persone disposte a vivere allegramente, all’aria aperta e salubre dell’amicizia l’età adulta. Non credo che tu faccia fatica a trovarne: è gente che si riconosce al primo sguardo.
Maurizio Maggiani

Maurizio Maggiani

Maurizio Maggiani (Castelnuovo Magra, La Spezia, 1951) con Feltrinelli ha pubblicato: Vi ho già tutti sognato una volta (1990), Felice alla guerra (1992), màuri màuri (1989, e poi 1996), Il coraggio del pettirosso (1995; premi Viareggio Rèpaci e Campiello 1995), La regina disadorna (1998; premi Alassio e Stresa per la Narrativa 1999), È stata una vertigine (2002; premio letterario Scrivere per amore 2003), Il viaggiatore notturno (2005; premi Ernest Hemingway, Parco della Maiella e Strega), Mi sono perso a Genova. Una guida (2007), il cd con libro Storia della meraviglia. 12 canzoni e 3 monologhi (con Gian Piero Alloisio; 2008), Meccanica celeste (2010), I figli della Repubblica. Un’invettiva (2014), Il Romanzo della Nazione (2015; Premio Elsa Morante 2015; Premio Anthia 2016), La zecca e la rosa (2016), L’amore (2018) e, nella collana digitale Zoom, Zafferano (2011).

 

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