Il Festival del diritto di Piacenza si terrà dal 26 al 29 settembre.
Il programma degli autori Feltrinelli:


Giovedì 26 settembre

ore 17.30
IL DIRITTO A UN’ESISTENZA LIBERA E DIGNITOSA: COMBATTERE LA VIOLENZA DOMESTICA SI PUÒ
Auditorium Sant’Ilario
coordina DONATELLA SCARDI

intervengono SIMONETTA AGNELLO HORNBY, MARINA CALLONI
In una società democratica è fondamentale il rispetto della persona: purtroppo, talvolta i diritti più elementari sono negati già in famiglia. A Londra, un progetto specifico di matrice laburista ha permesso una drastica riduzione delle violenze in ambito domestico: Simonetta Agnello Hornby, scrittrice e avvocato che collabora all’iniziativa, ne illustrerà i dettagli, permettendo un confronto con la situazione italiana.

Venerdì 27 settembre
 
ore 10.30
UNO VALE UNO? LA POLITICA IN RETE
Auditorium Fondazione di Piacenza e Vigevano
VITTORIO BERTOLA, FIORELLA DE CINDIO, GIOVANNA DI MINICO, GAD LERNER
In che modo Internet e i nuovi media incidono sulla formazione della rappresentanza e sulla partecipazione politica? Davvero siamo in presenza di una rivoluzione che aprirà concretamente le porte alla democrazia diretta, senza mediazioni né deleghe? La rete è il nuovo spazio pubblico globale, o una finzione virtuale, che serba nuove forme di condizionamento e dominio? Al di là di facili entusiasmi e demonizzazioni, è necessario riflettere sulle opportunità realistiche che la rete offre ai processi di democratizzazione.


ore 15.30
LA DEMOCRAZIA TRA POLITICA STATALE E SFIDE GLOBALI
Auditorium Fondazione di Piacenza e Vigevano
MASSIMO LUCIANI, SALVATORE VECA
coordina GEMINELLO PRETEROSSI

Tramontate le illusioni successive alla caduta del Muro di Berlino sulla possibilità di un governo mondiale ispirato ai valori democratici, è emersa una consapevolezza nuova: i tradizionali contenitori e soggetti politici grazie ai quali la democrazia moderna si è sviluppata (Stati-nazione, parlamenti, partiti di massa) vivono una crisi profonda, spodestati da potenze economiche che sfuggono al loro controllo. Mentre la finanza opera su scala globale, la dimensione della democrazia è ancora quella statale. Le possibilità per la politica di decidere autonomamente sui fini generali della comunità si sono fortemente ridotte. L’ideologia che dichiara l’irrilevanza del conflitto e delle scelte, in nome di ricette univoche e necessitate sembra prevalere. Come rigenerare le risorse di senso delle democrazie contemporanee? È possibile realizzare politiche della giustizia su scala globale?

ore 15.30
LAVORO, AMBIENTE E SALUTE NELLA CRISI ECONOMICA: QUALI DIRITTI E QUALI CERTEZZE?
Salone Palazzo Gotico
coordinano NANDA MONTANARI, RINO PAVANELLO
intervengono

ANTONIO BOCCUZZI, ALDO BONOMI, MASSIMO RATTI, PIER LUIGI VIAROLI
Confronto e dibattito tra personalità illustri impegnate in Parlamento, nel mondo accademico e industriale, con la partecipazione del mondo scolastico e dei soggetti che a vario titolo hanno un ruolo attivo nella tutela di diritti inalienabili come la sicurezza, la salute, il lavoro e un ambiente ecologicamente sostenibile.


Sabato 28 settembre
ore 10.30
COME LA SICUREZZA RENDE INCERTA LA DEMOCRAZIA
Auditorium Fondazione Piacenza e Vigevano
TAMAR PITCH
introduce CHIARA VALENTINI

Incertezza della democrazia e retoriche della sicurezza sono legate da un circolo vizioso: alla prima si cerca di porre riparo con le seconde, le quali, a loro volta, rendono ancora più incerta la prima. La sicurezza intesa come diminuzione del rischio di rimanere vittime di criminalità (di strada, perlopiù) ha assunto una posizione centrale nel discorso pubblico europeo parallelamente al declino del welfare. Fino agli anni Ottanta del secolo scorso, sicurezza rimandava al sistema di protezioni pubbliche assicurate dallo Stato sociale. Poi, essa viene invece declinata come “incolumità”, “immunità” rispetto ai pericoli rappresentati dalla criminalità, a sua volta perlopiù identificata con l’immigrazione (e il terrorismo). Ne conseguono un’accezione escludente di cittadinanza, la sterilizzazione dello spazio pubblico e una riduzione degli attori sociali a (potenziali) “vittime”.

ore 11.30
VULNERABILITÀ DI MASSA. UNA NUOVA DIMENSIONE DELLA DEMOCRAZIA
Auditorium Sant’Ilario
REMO BODEI
La recente crisi finanziaria ha ulteriormente allentato i vincoli sociali, consegnando a forze diverse dalla politica il destino degli individui e negando l’accesso alla crescita umana e civile. Sfumano i contorni del loro futuro e si instaura in molti l’acuta percezione della provvisorietà come normale regime di esistenza.


ore 12.00
PUÒ ESSERE CHE LA DEMOCRAZIA RICHIEDA QUALCOSA DI PIÙ: VERSO IL POTERE DI TUTTI
Sala dei Teatini
coordina ELENA BUCCOLIERO

intervengono
GHERARDO COLOMBO, DANIELE LUGLI, MAO VALPIANA
Diritti e democrazia vengono spesso contrapposti, nelle loro legittime rivendicazioni, fino a richiederne una ragionevole contrazione, definita sotto il nome di riforme.

Il filosofo della nonviolenza Aldo Capitini, fin dal 1945, indicava il “potere di tutti” come sviluppo della democrazia. Un approdo a cui, per altre vie, sembra avvicinarsi Gherardo Colombo nel suo lavoro di educazione alla cittadinanza.

ore 15.30
RAPPRESENTANZE E PARTECIPAZIONI TRA CONFLITTO, CREATIVITÀ, COESIONE
Sala dei Teatini
intervengono

MARCO REVELLI, GUIDO VIALE
Si affaccia un cambiamento rilevante tra le incertezze della democrazia: il diritto di essere ascoltati e non solo quello di parola. Diritto che si fa avanti nella gestione dei servizi urbani come nel partito politico. Oltre conflitti e campagne critiche si sviluppano percorsi di reciprocità, autoformazioni e cooperazioni che si convertono in pratiche virtuose dei beni comuni.


ore 17.00
OLTRE LA PAURA
Auditorium Fondazione di Piacenza e Vigevano
coordina FRANCESCO CENTONZE
intervengono

ADOLFO CERETTI, ROBERTO CORNELLI, CLAUDIA MAZZUCATO
La paura di essere invasi o contaminati sostiene istanze “immunitarie” che conducono a politiche di sicurezza basate sulla neutralizzazione dei soggetti pericolosi e sull’anticipazione delle pratiche di controllo. Lo stato di diritto, e con esso un modello democratico di convivenza, viene così minato nelle sue fondamenta. Può la democrazia rimanere “incerta” davanti al crimine e a ciò che fa paura alla società? Possono la paura e il bisogno di sicurezza rischiare di trasformare la democrazia in un “lusso” adatto ai tempi migliori ma che non possiamo permetterci nei momenti difficili? E' possibile prendere la democrazia talmente sul serio da seguirne esemplarmente i principi e i presupposti anche di fronte a fatti che la mettono duramente alla prova? Confrontarsi sulla possibilità di costruire società in grado di rispondere alla domanda di ordine attraverso progetti di cittadinanza inclusivi e alla domanda di giustizia attraverso sistemi penali capaci di non smentire la democrazia è un impegno ineludibile per una società giusta.

 

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