Che cos’è un’invettiva
di Maurizio Maggiani


Questa è un’invettiva, una cosa all’antica, dei tempi
di Cicerone, di quelli di Pasolini. È un’invettiva contro
gli artisti della smemoratezza, contro la mia generazione,
e dunque, mi dispiace dirlo, anche contro me stesso, per la mia parte.
Sarebbe bene leggerla a voce alta, così come è stata scritta.
Ho scritto questo testo proprio così, a voce alta, bisbigliando,
sbraitando, sogghignando, strepitando, supplicando.
E ridendo, e piangendo anche. Ho scritto questo testo
e intanto ascoltavo la mia voce, e la mia voce ha preso
a un certo punto l’insolente audacia della realtà dei fatti.
Io non sono la realtà dei fatti, io sono solo una memoria.
Però accade che quando la memoria alza la voce,
e la voce si dispiega e va, e va, e monta come un’onda,
e come l’onda diviene essa stessa corpo, allora la memoria
si fa di una materia plastica e irriducibile come un fatto.
Io non sono la verità, io sono solo una memoria,
e urlo e sbraito di un semplice fatto.
Ma anche fossero mille, un milione, le verità, una parte mi spetta,
e se do corpo a questa voce è per necessario amore
di quella parte di verità che io porto con me.
Sì, ho scritto questo testo a voce alta per farmi coraggio,
terrorizzato dalla forza strepitosa della smemoratezza,
l’ho scritto nel culmine dell’epoca che pretende la smemoratezza,
nel declinare di una generazione che la invoca, la impone, la compra.
L’ho scritto appena in tempo, prima che anch’io
possa trovarmi a pensare che ormai è tutta acqua passata,
tutto quanto cartolarizzato e in via di dismissione.
L’ho scritto a voce alta e lo vado a cantare in faccia ai miei fratelli,
ai nostri figli, e a chi è rimasto dei nostri padri.
Perché anche questo andrà pur fatto,
se non altro per decenza, di andare e dire, dire, dire.

I figli della Repubblica
Maurizio Maggiani

Maurizio Maggiani

Maurizio Maggiani (Castelnuovo Magra, La Spezia, 1951) con Feltrinelli ha pubblicato: Vi ho già tutti sognato una volta (1990), Felice alla guerra (1992), màuri màuri (1989, e poi 1996), Il coraggio del pettirosso (1995; premi Viareggio Rèpaci e Campiello 1995), La regina disadorna (1998; premi Alassio e Stresa per la Narrativa 1999), È stata una vertigine (2002; premio letterario Scrivere per amore 2003), Il viaggiatore notturno (2005; premi Ernest Hemingway, Parco della Maiella e Strega), Mi sono perso a Genova. Una guida (2007), il cd con libro Storia della meraviglia. 12 canzoni e 3 monologhi (con Gian Piero Alloisio; 2008), Meccanica celeste (2010), I figli della Repubblica. Un’invettiva (2014), Il Romanzo della Nazione (2015; Premio Elsa Morante 2015; Premio Anthia 2016), La zecca e la rosa (2016), L’amore (2018) e, nella collana digitale Zoom, Zafferano (2011).

 

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