Descrizione

Il romanzo parte, non casualmente, al condizionale: "Sarebbe la storia di un dittatore agorafobico" che, volendo andare a vivere tranquillamente in Europa e sfuggire all’orribile destino predettogli da una maga, sceglie un sosia, che a sua volta sceglie un sosia, che a sua volta sceglie un sosia… Inizialmente uguale come una goccia d’acqua al dittatore, a sua volta simile a Rodolfo Valentino, lentamente il sosia, per inavvertibili ma costanti cambiamenti, diventa simile a Quasimodo, pur mantenendo una leggera somiglianza con il modello originario. Il popolo di Teresina, però, attribuisce il cambiamento all’usura della politica. Teresina, già, un piccolo stato dell’America Latina, del Brasile in realtà, anche se è un nome di fantasia.
E "Quello che so di Teresina" è la seconda parte del romanzo, una breccia sul "dietro le quinte", nell’officina del romanzo, a illuminare il punto di partenza della storia, il nucleo generatore di tutta la vicenda. Abbiamo così un’incursione autobiografica, un mosaico di frammenti, paesaggi, volti, storie, lettere, voci di amici scomparsi, fino alla rievocazione di un viaggio compiuto da Pennac nell’interno del Brasile seguito da un atterraggio di emergenza a Teresina e qui, la visione, di notte, in una piazza circolare deserta e buia, di due uomini appoggiati a una bicicletta, sotto un lampione, che ridono di una luce livida ai loro piedi. Quando Pennac e i suoi amici si avvicinano scoprono che quella luce è un vecchio televisore accesso, rozzamente collegato al lampione, e gli uomini stanno vedendo La corsa all’oro, di Chaplin. Da questo ricordo, da questa "finestra" parte tutta la storia, tutto il romanzo.
La terza parte, "La finestra", narra il destino del primo sosia, il quale, innamoratosi per caso del cinema, lascia Teresina per diventare un grande attore. Forse vale la pena di aggiungere che in realtà riuscirà solo a diventare un sosia di Rodolfo Valentino e morirà, solo, in una sala cinematografica di Chicago durante la proiezione de Il grande dittatore.
Nella penultima parte, "La tentazione dell’Interno", autobiografismo e narrazione si intrecciano sapientemente alle riflessioni sulla nascita dei personaggi. E a occupare il centro della scena è proprio un personaggio, Sonia, la maschera che trova il corpo senza vita del sosia nel cinema, che, con un passaggio insolito, passa dallo statuto di personaggio a quello di persona reale, e diventa disegnatrice, oggi anziana signora che Pennac e la moglie Minne incontrano a Parigi per saperne di più sul personaggio del sosia. Inframmezzate così a riflessioni e ad amabili "fuori tema", seguiamo le chiacchierate, gli incontri dell’autore con il proprio personaggio fattosi persona in carne ossa e ben disposto a fare le pulci al romanzo che la racconta, a rettificare dettagli, a storcere il naso davanti a interpretazioni che non condivide.
Raccontata la proprio storia, Sonia chiede in cambio all’autore la fine della storia: che ne è del secondo sosia? Come va a finire la vicenda?
Ecco la storia, ovvero ci è stata raccontata una storia, che a sua volta si basa su storie reali, che a loro volta danno vita a dei racconti, e in una sorta di cerchio magico assistiamo alla fusione delle due dimensioni.

Conosci l’autore

Daniel Pennac

Daniel Pennac, nato a Casablanca nel 1944, già insegnante di lettere in un liceo parigino, dopo un'infanzia vissuta in giro per il mondo, tra l'Africa, l'Europa e l'Asia, si è definitivamente stabilito a Parigi. Quando comincia a scrivere scopre una particolare propensione per storie comiche, surreali ma ben radicate nelle contraddizioni del nostro tempo. Ha raggiunto il successo dopo i quarant'anni con la serie di Belleville, i romanzi editi in Italia da Feltrinelli tra il 1991 e il 1995 (Il paradiso degli orchiLa fata carabinaLa prosivendolaSignor Malaussène e La passione secondo Thérèse, oltre a Ultime notizie dalla famiglia), incentrati sul personaggio di Benjamin Malaussène, di professione capro espiatorio, e relativa famiglia. Recentemente, è uscito l'ultimo libro della serie: Il caso Malaussène. Mi hanno mentito (2017). Claudio Bisio ha portato in scena con grande successo la pièce che Pennac ha tratto dalla sua saga Signor Malaussène, prodotta dal Teatro dell'Archivolto con la regia di Giorgio Gallione. Sempre per Feltrinelli sono usciti: il saggio sulla lettura Come un romanzo (1993), il romanzo Signori bambini (1998), la storia a fumetti Gli esuberati (2000, con disegni di Jacques Tardi), il romanzo Ecco la storia (2003), il monologo Grazie (2004), la rielaborazione L’avventura teatrale. Le mie italiane (2007), il racconto La lunga notte del dottor Galvan (2005), i romanzi Diario di scuola (2008; Audiolibri "Emons-Feltrinelli", 2011) e Storia di un corpo (2012; nuova edizione accresciuta, con illustrazioni di Manu Larcenet: 2014), nella collana Feltrinelli "Kids", Ernest e Celestine (2013) e, nella collana "Feltrinelli Comics", Un amore esemplare (2018; con Florence Cestac). Nel 2018 ha pubblicato Mio fratello. Altri suoi racconti sono comparsi nella collana digitale Zoom. Pennac ha vinto il Premio internazionale Grinzane Cavour “Una vita per la letteratura” nel 2002, il Premio Chiara alla carriera 2015 ed è stato insignito nel 2005 della Legion d’onore per le arti e la letteratura. Feltrinelli ha inoltre pubblicato L’amico scrittore (2015), una conversazione di Daniel Pennac con Fabio Gambaro.

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Giugno, 2003
Collana: 
I Narratori
Pagine: 
312
Prezzo: 
16,00€
ISBN: 
9788807016356
Genere: 
Narrativa 
Traduttore: 
Yasmina Melaouah