Le undicimila verghe

di Guillaume Apollinaire

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“Dei sospiri da strappar l’anima, se non fossero stati di voluttà, si levavano dal letto”

Scritto da uno dei massimi poeti francesi del Novecento, Guillaume Apollinaire, e pubblicato clandestinamente nel 1906, il romanzo è la storia scatenata di un “viaggio erotico” di un principe rumeno da Bucarest a Parigi, poi in tutta Europa e infine a Port Arthur in Cina. Il vagabondaggio del protagonista è puntellato da scene estremamente crude, in cui trovano modo di essere rappresentate preferenze di ogni tipo: saffiche, sadomaso, feticiste… Un grande libro erotico della prima metà del Novecento che è anche una voluta parodia dei romanzi erotici popolari dell’epoca, sempre ambientati su treni, a bordo di transatlantici, in esclusive località climatiche e che avevano per protagonisti principi, conti e nobili russi. Certamente scandaloso per l’efferatezza delle scene descritte, dove non è certo difficile scorgere l’influenza della letteratura libertina settecentesca, con de Sade in testa – grande maestro nascosto della letteratura popolare europea fino al Decadentismo –, questo libro resta a buon diritto uno dei più importanti della letteratura erotica mondiale.

 

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Guillaume Apollinaire

Guillaime Apollinaire (Roma 1880 - Parigi 1918) è stato un importante poeta francese. Fondò riviste e scrisse cronache d’arte. Fu il primo a sostenere i fauves, presentando nel 1908 opere …

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