Descrizione

“Uno Stato che non ha il coraggio di riconoscere la verità è uno Stato che ha perduto, uno Stato che non esiste”

“Questa è la storia che Licia Pinelli mi raccontò agli inizi degli anni ottanta. Era rimasta appartata, quasi silenziosa per una decina di anni, da quell’inverno del 1969, quando la bomba fece strage alla Banca dell’Agricoltura di piazza Fontana a Milano, suo marito Pino, ferroviere anarchico, precipitò da una finestra della questura e l’Italia scoprì che la democrazia era sotto attacco. Licia si era tenuta lontana dai riflettori concentrandosi in una tenace battaglia per ottenere giustizia sulla Giustizia. Non la ottenne. Dopo dieci anni Licia fece forza sul suo severo riserbo e si decise a raccontare di sé e di quel che era successo. Scelse lei stessa di parlare e mi chiese di intervistarla. Non fu un percorso facile, per Licia fu come reimparare a parlare e a guardare dentro se stessa dopo anni di silenzio e autocensura. Oggi, a distanza di tanto tempo, questo documento appare come un racconto di rara verità, chi vorrà scrivere la storia di quegli anni durissimi non ne potrà prescindere.” Piero Scaramucci

A cinquant’anni dalla morte di Giuseppe Pinelli, il racconto della vedova del ferroviere anarchico morto in circostanze mai chiarite nella questura di Milano, nel 1969. Il racconto è arricchito da una cronologia degli eventi più importanti dell’epoca e da un inserto di foto.

 

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Conosci l’autore

Licia Pinelli

Licia Rognini Pinelli (Senigallia 1928) arriva a Milano a due anni, figlia di una sarta a domicilio e di un operaio della Pirelli. Mandata a Roma dagli zii nel '43 quando Milano è bombardata, vi tornerà dopo la Liberazione. Per qualche anno è iscritta al Pci. Fa l'impiegata. Sposa Giuseppe Pinelli nel 1955. Nascono Silvia e Claudia nel '60 e nel '61, e lei comincia a lavorare a casa. Dopo la morte di Pinelli si getta nella battaglia per ottenere verità e giustizia.

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Piero Scaramucci

Piero Scaramucci è nato a Praga l’8 gennaio 1937. Giornalista. Inviato speciale alla Rai dove ha lavorato dal 1961 al 1992 per le testate radiofoniche e televisive. Dal 1992 al 2002 è stato direttore di Radio Popolare, che aveva contribuito a fondare nel 1976. Ha svolto attività sindacale: consigliere della Federazione Nazionale della Stampa, cofondatore del Gruppo di Fiesole ed estensore dello Statuto della FNSI del 1999. Negli anni sessanta e settanta è stato militante di Lotta Continua e ha partecipato al Movimento dei giornalisti democratici. Svolge attività didattica per la formazione giornalistica. È stato vicepresidente del CORECOM (Comitato Regionale per le Comunicazioni) della Lombardia. Con Feltrinelli ha pubblicato insieme a Licia Pinelli Una storia quasi soltanto mia (2009).

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