La Sila è come un silenzio fossile. Arcavacata è un luogo di quel silenzio. In quel luogo c’è un’università. È l'unico campus universitario italiano, che io sappia. È stata costruita nei primi anni settanta tra le pendici sassose di una valle tra il litorale di Paola e Cosenza. Ci sono arrivato da Rende in corriera,e la prima cosa che mi è parso di vedere è stata una pura astrazione.
Ad Arcavacata i professori piangono e vogliono tornare a casa.
Ad Arcavacata gli studenti stanno a guardare aspettando che i professori si riprendano, per poi decidere se vale la pena di restare oppure no.
Ma Arcavacata è un'idea e pertanto persiste oltre l'angoscia e la frustrazione, il sistema d'appalti e la consunzione. Tutto risulta prematuro ad Arcavacata, dal processo di ossidazione dei cementi alla discussione di una tesi di laurea; ma non l'idea che l’ha fondata, il disegno e l'immagine, che a me appaiono invece benignamente tardivi, o passati.
Arcavacata è un sogno che ho fatto da ragazzo. Il posto dove mi sarebbe piaciuto imparare qualcosa di nuovo, il recinto dove avrei potuto crescere assieme a un branco inquieto e scherzoso di miei coetanei, fiducioso e promettente. In quel posto, da sveglio, ci sono arrivato solo ora, che lui non serve più a me e io non più a lui.
L'idea del campus è confortante e materna. L'architetto Gregotti ce lo aveva ben presente e ha costruito una madre che sapesse tener testa ai propri figli, di parca dolcezza e giusta severità.
La cosa migliore per la generazione che per prima l'ha abitata.
La vedo che ha vent'anni questa madre, ed è già smangiata dalla metastasi interiore. Ma anche se questo si tocca con mano, pure Arcavacata è ancora identica a come è stata pensata, perfetta e inservibile come un modello. Credo che sia la forza della sua idea primeva, la forza autopulente di tutte le buone idee, che ad Arcavacata continua a detergere notte e giorno il marcio dell'Università, in Calabria, Italia, Mezzogiorno, Sila.

Maurizio Maggiani

Maurizio Maggiani

Maurizio Maggiani (Castelnuovo Magra, La Spezia, 1951) con Feltrinelli ha pubblicato: Vi ho già tutti sognato una volta (1990), Felice alla guerra (1992), màuri màuri (1989, e poi 1996), Il coraggio del pettirosso (1995; premi Viareggio Rèpaci e Campiello 1995), La regina disadorna (1998; premi Alassio e Stresa per la Narrativa 1999), È stata una vertigine (2002; premio letterario Scrivere per amore 2003), Il viaggiatore notturno (2005; premi Ernest Hemingway, Parco della Maiella e Strega), Mi sono perso a Genova. Una guida (2007), il cd con libro Storia della meraviglia. 12 canzoni e 3 monologhi (con Gian Piero Alloisio; 2008), Meccanica celeste (2010), I figli della Repubblica. Un’invettiva (2014), Il Romanzo della Nazione (2015; Premio Elsa Morante 2015; Premio Anthia 2016), La zecca e la rosa (2016), L’amore (2018) e, nella collana digitale Zoom, Zafferano (2011).

 

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