Leggo su un giornale arabo che il re dell'estate è stato un tal Ragab Al Swirky. Il nome mi ricorda qualcosa, ma non riesco a mettere a fuoco: un fatto di cronaca, credo, ma quale? Comunque, questo Ragab possiede una catena di negozi di abbigliamento sportivo che ha chiamato "Al Nour", la luce. Nei mesi scorsi ha fatto fortuna vendendo un costume da bagno femminile, che qui definiscono "islamico". Ha coperto le spiagge, alla lettera. Andare al mare, per i musulmani, non è considerata una cosa scontata. Molti chiedono all'imam se sia lecito. Ho letto la fatwa di un rispettato uomo religioso di nome Attya Saqr che rispondeva così alla richiesta: "Allah vuole farci godere del mondo, ma con i dovuti limiti, sennò si sconfina nel peccato. Maometto portava la sua sposa Aisha alle cascate, quindi il buon musulmano può andare sulla spiaggia, ma deve tenere lo sguardo basso". Facile a prescriversi. Infatti l'imam sconsiglia "le spiagge dove le donne circolano in bikini: lì tenere lo sguardo basso è impossibile". Su quelle coste restano solo occidentali o indigeni non islamizzati. Ma non si divertono molto: potrebbero essere dovunque. La vera perversione è la novità, qualunque sia: andare in spiaggia a vedere le donne coperte, sui teli, con la abaja che lascia liberi solo gli occhi e le lenti scure posate su quelli, o in acqua, fluttuanti come nere ninfee tra le onde. Ma da quest'anno più a loro agio con il "costume islamico" di Ragab Al Swirky: fatto su misura, dice la pubblicità, per evitare i divorzi. Dopo averlo visto sulle spiagge, ho voluto controllare nei negozi della "Luce": costa poco più di 4 euro e ha 4 pezzi. Pantaloni e maglia a maniche lunghe come una tuta, una specie di gonnellino da appendere ai fianchi e una calotta per la testa. Di puro acrilico. Ci sono scafandri più comodi. Ma funziona, assicura il commesso. Nel senso che evita i divorzi causati dall'esposizione di troppa pelle alla vista altrui. C'è stato, all'inizio dell'estate, un caso sulla spiaggia di Marsa Matrouh, riportato dal giornale Al Quds Al Arabi. Svegliatosi di colpo, in tarda mattinata, un uomo si è accorto che la moglie non era al suo fianco nel letto. La donna aveva preso l'abitudine di farsi lunghe nuotate al sorgere del sole. Entrava in acqua con un costume intero, sufficiente però a richiamare l'attenzione di molti maschi della zona, che si radunavano per assistere alla sua uscita dalle acque. Raccontano che il marito sia sceso in spiaggia in pigiama e abbia accolto la moglie annunciandole il divorzio di fronte a una piccola folla, per lo più comprensiva. Ancora più assurda una vicenda accaduta ad Alessandria. La fonte che me l'ha raccontata è un diplomatico, ma ancora non sono certo che non si tratti di una leggenda da spiaggia. Sarebbe andata così: una donna, allontanatasi dalla riva, aveva, per stanchezza o per aver incontrato un'onda improvvisa, cominciato ad annegare. Con le ultime forze aveva invocato aiuto. Il bagnino si era lanciato al soccorso, ma il marito ne aveva fermato la corsa per avvertirlo: "Se la tocchi, la divorzio!". Nonostante il salvagente, il contatto era stato inevitabile. Altrettanto, la fine del matrimonio. Con il costume islamico di Ragab Al Swirky trovare uno spazio scoperto su cui posare gli occhi diventa impossibile, e le donne hanno l'impressione di indossare qualcosa di adatto all'occasione. "Visto il successo, la catena di negozi si allargherà?", ho chiesto al commesso. "Questo lo deciderà il boss, quando tornerà", ha risposto. "Dov'è andato?", ho domandato immaginando spiagge caraibiche con donne in topless. "In carcere, ma sta per uscire". Allora mi sono ricordato: è quel sessantenne con la barba lunga accusato di poligamia per avere avuto cinque mogli contemporaneamente. La legge coranica ne consente al massimo quattro. Una era minorenne col certificato falsificato. In tutto, ne ha sposate 19.
Gabriele Romagnoli

Gabriele Romagnoli

Gabriele Romagnoli (Bologna, 1960) è giornalista e scrittore. Fra le sue opere: Navi in bottiglia (Mondadori, 1993), Louisiana blues (Feltrinelli, 2001), L’artista (Feltrinelli, 2004), Non ci sono santi (Mondadori, 2006), Un tuffo nella luce (Mondadori, 2010), Domanda di grazia (Mondadori, 2014) e Solo bagaglio a mano (Feltrinelli, 2015), Coraggio! (Feltrinelli, 2016) e Senza fine. La meraviglia dell'ultimo amore (2018).

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