Caro Maurizio,
a volte le donne mi lasciano perplesso. Non tutte, certo ma la maggior parte di quelle che frequento io. L’altra sera ero seduto al tavolo di un ristorante con una ragazza che sarebbe troppo definire fidanzata e troppo poco definire amica. Bella, simpatica e intelligente. O forse intelligente mica tanto, visto che a un certo punto, alla fine di un piatto di sushi, mentre da cavaliere le stavo riempiendo il calice di vino, mi ha guardato e mi ha chiesto: «Ma tu cosa ti aspetti da me?». Mi ha gelato. È bastato questo a fare svanire parte dell’incanto. Che cosa significa una frase così, che le relazioni personali si devono siglare e firmare in triplice copia alla presenza di un notaio, come se si trattasse di accordi presi e non più rescindibili? Mi sono sentito spiazzato. Anche se non ho assolutamente capito che cosa avesse in mente. Io però non ho avuto il coraggio di chiedere spiegazioni. Ho elegantemente glissato, ho sorriso e mi sono rifiutato di rispondere. Ma mi sono messo sulla difensiva. Ovvero l’unica cosa che volevo evitare. Adesso mi sembra di essere in una partita di Risiko, mentre io schiero l’armata rossa e lei i piccoli carriarmati verdi, tutti tesi alla conquistare il mondo. E quindi, mi sono chiesto, vuol dire che continuerermo a osservarci come su un ring di combattimento? Che non ci sarà mai spontaneità? Che tutta va bene se si tratta di sesso, ma che è pericoloso se il sentimento diventa troppo denso, come cantava Battisti? Oppure, molto più semplicemente, che ancora una volta mi sono sbagliato?
Luca, Genova

Risposta a Luca
Mio caro Luca permettermi di sospettare che anche tu certe volte lasci le donne un po’ perplesse. Cosa può dire di più intelligente una ragazza bella e simpatica all’uomo che le versa un calice di vino se non: ma tu cosa ti aspetti da me? Tu hai portato a cena, hai nutrito con un delicato piatto di sushi –che per altro non si accorda per niente con il vino- una ragazza che vorrebbe uscire dal ristorante un po’ meglio di come ci è entrata, visto che essere meno che fidanzata e più che amica deve creare in un essere umano normale non pochi problemi di identità. Del resto immagino anche che tu ti aspetti qualcosa dalla signorina, viviamo o no di aspettative? Probabilmente le tue sono aspettative inconfessabili, altrimenrti avresti trrovato naturale la domanda e con naturalezza avresti risposto. Ma, credo sinceramente, non ci sono aspettative incoffesabili nell’animo di un uomo bello simpatico e intelligente, l’uomo che la tua convitata sicuramente si merita.
Maurizio Maggiani

Maurizio Maggiani

Maurizio Maggiani (Castelnuovo Magra, La Spezia, 1951) con Feltrinelli ha pubblicato: Vi ho già tutti sognato una volta (1990), Felice alla guerra (1992), màuri màuri (1989, e poi 1996), Il coraggio del pettirosso (1995; premi Viareggio Rèpaci e Campiello 1995), La regina disadorna (1998; premi Alassio e Stresa per la Narrativa 1999), È stata una vertigine (2002; premio letterario Scrivere per amore 2003), Il viaggiatore notturno (2005; premi Ernest Hemingway, Parco della Maiella e Strega), Mi sono perso a Genova. Una guida (2007), il cd con libro Storia della meraviglia. 12 canzoni e 3 monologhi (con Gian Piero Alloisio; 2008), Meccanica celeste (2010), I figli della Repubblica. Un’invettiva (2014), Il Romanzo della Nazione (2015; Premio Elsa Morante 2015; Premio Anthia 2016), La zecca e la rosa (2016), L’amore (2018) e, nella collana digitale Zoom, Zafferano (2011).

 

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