Caro Maurizio,
l'altra sera mi sono imbambolata davanti alla televisione guardando un film che avevo già visto cinque o sei volte. Una perfetta commedia sentimentale, tema "crisi coniugale in corso", con Michelle Pfeiffer sempre un po' piagnucolante e Bruce Willis torvo e vagamente bovino. Impossibile cambiar canale, le battute tra i due del tipo "...da quanto tempo non ci parliamo...stai diventando come tua madre...e i bambini?" nella loro banalità ti obbligano comunque all'identificazione. E nonostante l'happy end, alla fine del film una domanda ti frulla nel cervello: ma il matrimonio alla fine è davvero questo, sfinirsi e annoiarsi INSIEME?
Roberta, Milano

Sai Roberta cosa c’è? C’è che, è ormai assodato, per la grande maggioranza dei contraenti, il metrimonio è proprio questo: sfinirsi e annoiarsi insieme. A questa orribile condizione c’è una pratica alternativa: sfinirsi e annoiarsi da soli. Così è tristemente la vita, almeno in certe parti del mondo, in certi ceti sociali, in certe culture: che quello che sai fare di meglio è sfinirti e annoiarti. Sempre che tu ne abbia il tempo, naturalmente; altrove nel mondo c’è molta gente, da sola e in coppia, che il tempo per annoiarsi proprio non ce l’ha e arriva a sera già sfinita per pratiche, assai prosaiche ragioni. Un massacrante lavoro, ad esempio, la ricerca frustrante di un poco di cibo. Noi, che abbiamo il privilegio di godere di tempo e energie da dedicare ad altro avremmo il dovere, secondo me, di saper fare di meglio che annoiarci. Si può, ne sono certo, io ci provo. Ma occorre pensare alla propria vita come a un viaggio senza sosta. Un buon viaggiatore è curioso, adattabile, libero, leggero di bagaglio; disponibile sempre alla meraviglia, allo stupore, al cambio d’orizzonte. Dentro una relazione d’amore c’è tutto questo finché l’alimenti –tu e lui, o lei- con l’energia del tuo passo, con la vastità del tuo sguardo, con la ricchezza del tuo animo. Non ci si riposa mai vivendo così; è vivere in qualche modo con eroismo. Tu te la senti?
Maurizio Maggiani

Maurizio Maggiani

Maurizio Maggiani (Castelnuovo Magra, La Spezia, 1951) con Feltrinelli ha pubblicato: Vi ho già tutti sognato una volta (1990), Felice alla guerra (1992), màuri màuri (1989, e poi 1996), Il coraggio del pettirosso (1995; premi Viareggio Rèpaci e Campiello 1995), La regina disadorna (1998; premi Alassio e Stresa per la Narrativa 1999), È stata una vertigine (2002; premio letterario Scrivere per amore 2003), Il viaggiatore notturno (2005; premi Ernest Hemingway, Parco della Maiella e Strega), Mi sono perso a Genova. Una guida (2007), il cd con libro Storia della meraviglia. 12 canzoni e 3 monologhi (con Gian Piero Alloisio; 2008), Meccanica celeste (2010), I figli della Repubblica. Un’invettiva (2014), Il Romanzo della Nazione (2015; Premio Elsa Morante 2015; Premio Anthia 2016), La zecca e la rosa (2016), L’amore (2018) e, nella collana digitale Zoom, Zafferano (2011).

 

Vai alla scheda >>

Torna alle altre news >>