Per Nico Orengo, se è tornato. O per chi lo sostituisce nell’ingrato compito di leggere queste cazzatine.
(a proposito: ho ancora un pezzo di riserva? Quale? Potrei ricevere comunicazione al riguardo?)
Premessa. A seguito di una tormentata, infelice infanzia, a cagione della pessima influenza di certi ambienti preteschi popolari, ho maturato e conservato nel corso della mia vita una fottutissima paura di finire all'inferno. Talmente pervicace che tuttora permane e si palesa nell'orrore per tutto ciò che concerne l'orrore, in ciò compresa qualsivoglia rappresentazione per suoni od immagini di dannati, dannandi e dannazioni. Ivi per cui, tanto per dire, se mi capita per distrazione la ventura di assistere, non dico a un film, ma a un promo di un film dell’orrore, me la faccio sotto e non ci dormo per una settimana.
Svolgimento. Nell’ambito di un vasto programma di crescita e maturazione, avendo insomma deciso ‟adesso o mai più” di diventare un uomo adulto, mi sono rivolto ai sussidi multimediali offerti dalla Play. Essendo la questione a dir poco delicata, ci ho meditato sopra un anno o giù di lì. Ho compulsato con attenzione le offerte: ‟Dicono che la morte sia riposo eterno…niente di più falso”, ‟I tuoi incubi adesso sono realtà…”, Gioca per l’eternità..”, ‟Puoi sopravvivere all’orrore?”; alla fine mi sono deciso per due titoli: Resident Evil II, ‟il ritorno del Male” e Silent Hill, ‟dove la morte non è una via di fuga”. Già dalla confezione e dal supporto cartaceo ho verificato che si tratta di due prodotti assai diversi. Esplicitamente sconsigliato ai minori e ai suggestionabili, incline a gusti estetici andanti, crudamente ‟popolare” il Diavolo Locale; più sofisticato, vagheggiante sofferti temi della psicoanalisi, blandamente avvisatorio in lingua francese -?- che alcuni tipi di persone forse avranno necessità di utilizzarlo con precautions d’emploi, La Collina del Silenzio. Dramma della classe operaia il primo: morte orrenda seminata tra il popolo da una criminale industria chimica; sofferto viaggio nell’oscurità di un intellettuale alla ricerca della propria figlia nel territorio del non detto, il secondo. Un poliziotto dall’aria non proprio intelligente, ‟la cui unica motivazione è quella di servire la causa”, contro zombi in tuta da lavoro e camionisti criminali nel Diavolo; uno scrittore in preda ai sensi di colpa contro esseri polimorfi, erinni e sirene, sulla Collina. Non ho alcun dubbio: lavorerò alla mia maturazione con Silent Hill, che più si attaglia al mio cotè e alla mia sensibilità.
Maurizio Maggiani

Maurizio Maggiani

Maurizio Maggiani (Castelnuovo Magra, La Spezia, 1951) con Feltrinelli ha pubblicato: Vi ho già tutti sognato una volta (1990), Felice alla guerra (1992), màuri màuri (1989, e poi 1996), Il coraggio del pettirosso (1995; premi Viareggio Rèpaci e Campiello 1995), La regina disadorna (1998; premi Alassio e Stresa per la Narrativa 1999), È stata una vertigine (2002; premio letterario Scrivere per amore 2003), Il viaggiatore notturno (2005; premi Ernest Hemingway, Parco della Maiella e Strega), Mi sono perso a Genova. Una guida (2007), il cd con libro Storia della meraviglia. 12 canzoni e 3 monologhi (con Gian Piero Alloisio; 2008), Meccanica celeste (2010), I figli della Repubblica. Un’invettiva (2014), Il Romanzo della Nazione (2015; Premio Elsa Morante 2015; Premio Anthia 2016), La zecca e la rosa (2016), L’amore (2018) e, nella collana digitale Zoom, Zafferano (2011).

 

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